Terapia per l’età evolutiva
Una terapia per l’età evolutiva varia a seconda del problema da affrontare, dell’età e di altre caratteristiche individuali del bambino. Può essere necessaria per svariati motivi quali: problemi nel comportamento, scarsa motivazione allo studio, difficoltà negli apprendimenti (lettura, scrittura, calcolo matematico), difficoltà di relazione con gli adulti o con i coetanei, bassa autostima, disturbi nella regolazione delle emozioni.
Vi sono poi momenti nella vita di un bambino e di un ragazzo caratterizzati da forte tensione, spesso fonte di stress: il passaggio a un nuovo livello di scolarità, l’ingresso nella pubertà, i primi innamoramenti. Infine, quasi sempre un supporto da parte di uno psicologo è consigliato se si verificano situazioni particolarmente serie, come problemi in famiglia, la separazione dei genitori, una malattia, la morte di una persona cara, un cambiamento di residenza, un incidente.
Metodi adeguati all’età
Il sostegno psicologico ai bambini e ai ragazzi viene offerto con metodi adeguati all’età.
Gioco, narrazione, disegno, costruzione di storie, questionari, colloqui, drammatizzazione. L’approccio che utilizzo prevalentemente è quello cognitivo-comportamentale, che punta a utilizzare le varie forme di pensiero consapevole per modificare comportamenti o atteggiamenti non funzionali. Trovo molto efficace anche lavorare sulle emozioni, in special modo con i bambini e i preadolescenti.
Molto spesso, soprattutto se i problemi sono legati alla vita scolastica del bambino o del ragazzo, concordo uno o più colloqui con gli insegnanti, con l’obiettivo di fornire un sostegno il più completo possibile. Per lo stesso motivo, ma questa volta in ogni caso, ritengo importante incontrare frequentemente i genitori, per aggiornarli sull’andamento del percorso di sostegno, per avere da loro un feedback sull’efficacia dello stesso e per suggerire loro strategie da applicare in famiglia, in modo tale da dare continuità al lavoro svolto da me in studio.
L’infanzia mostra l’uomo, come il mattino mostra il giorno.
John Milton
La terapia prevede uno o due incontri settimanali, (a seconda delle esigenze del bambino o dell’adolescente e della severità dei sintomi). Ogni sessione dura tipicamente 45-50 minuti. Ogni 21 giorni incontro i genitori del bambino o dell’adolescente, per fare il punto della terapia e aiutarli nella gestione dei comportamenti problema.
La durata media del percorso può variare dai quattro ai dodici mesi, a seconda del caso. Già dopo i primi 8 incontri si registra una considerevole riduzione dei sintomi.
Quando è indicata la terapia in età evolutiva
Disturbo dello spettro autistico
Condizioni neurobiologiche caratterizzate da difficoltà nella comunicazione, nell'interazione sociale e da comportamenti ripetitivi o ristretti. I bambini con ASD possono manifestare difficoltà a stabilire relazioni con i coetanei, a comprendere il linguaggio non verbale e a esprimere emozioni in modo convenzionale.
Disturbi dell'apprendimento
I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) riguardano un gruppo di disabilità in cui si presentano significative difficoltà nell’acquisizione e utilizzazione della lettura, della scrittura e del calcolo
Disturbi della condotta
Sistematica e persistente violazione dei diritti dell’altro e delle norme sociali, con conseguenze molto gravi sul piano del funzionamento scolastico e sociale
Disturbo dello spettro autistico
Condizioni neurobiologiche caratterizzate da difficoltà nella comunicazione, nell'interazione sociale e da comportamenti ripetitivi o ristretti. I bambini con ASD possono manifestare difficoltà a stabilire relazioni con i coetanei, a comprendere il linguaggio non verbale e a esprimere emozioni in modo convenzionale.
Disturbo oppositivo provocatorio
Bambini e/o adolescenti che esibiscono livelli di rabbia persistente ed evolutivamente inappropriata, irritabilità, comportamenti provocatori e oppositività, che causano menomazioni nell’adattamento e nella funzionalità sociale
Disturbo dell'attaccamento
Disturbo globale del sentimento di protezione e sicurezza del bambino e si sviluppano all’interno di relazioni gravemente patologiche in cui risulta alterata la funzione fondamentale del sistema dell’attaccamento: la possibilità che il bambino possa sperimentare un senso di sicurezza interno
Disturbo da deficit di attenzione/iperattività
Uno dei più comuni disturbi neuro-comportamentali e si manifesta, nella prima infanzia, principalmente con due classi di sintomi: un evidente livello di disattenzione e una serie di comportamenti che denotano iperattività e impulsività
Fobia Scolare
Il livello di ansia e di paura ad andare e restare a scuola sono tali da compromettere in modo significativo una regolare frequenza scolastica e causare sequele a breve e lungo termine














