Categoria: <span>Psicoterapia</span>

Affrontare gli Attacchi di Panico: Il Viaggio di Erica Verso la Guarigione

Erica, una donna di 35 anni, ha iniziato a sperimentare attacchi di panico legati a situazioni sociali circa un anno fa. Questa repentina ondata di paura ha trasformato la sua vita, costringendola a evitare gli incontri sociali e a ritirarsi sempre di più nel suo mondo interiore.

Il percorso di trattamento personalizzato di Erica, guidato dalla Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) e integrato con l’Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR), è un esempio di come una combinazione di approcci terapeutici può portare alla guarigione.

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Regolazione Emotiva: Comprendere, Imparare e Trasformare

La regolazione emotiva è un concetto centrale nella psicologia e nelle scienze sociali che si riferisce alla capacità di gestire e modulare le proprie emozioni. Questo processo non solo ha un impatto sulla salute mentale e fisica individuale, ma gioca anche un ruolo fondamentale nelle interazioni sociali e nelle relazioni interpersonali. In questo articolo, esploreremo la regolazione emotiva da una prospettiva scientifica, discutendo i contributi di autori importanti e le ricerche fondamentali nell’ambito, dando degli spunti su come riconoscere il proprio stile di regolazione emotiva e come trasformarlo attraverso nuove strategie.

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Come capire se hai bisogno di uno psicologo: 5 segnali da tenere in considerazione

Riconoscere quando è necessario cercare aiuto professionale per la propria salute mentale è un passo importante verso il benessere psicologico. Sapere se hai bisogno di uno psicologo può essere un compito difficile, ma ci sono segnali e sintomi che possono indicare che potrebbe essere il momento giusto per cercare supporto. In questo articolo, esploreremo alcune delle indicazioni comuni che suggeriscono la necessità di uno psicologo e forniremo una guida su come fare il primo passo verso il recupero.

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La Teoria Polivagale e la Regolazione Emotiva: Costruire una Cassetta degli Attrezzi per il Benessere Mentale e l’Equilibrio Emotivo

La teoria polivagale, sviluppata dal noto psicologo clinico Stephen Porges (2011), ha aperto nuove porte nella comprensione del nostro sistema nervoso autonomo e della sua influenza sul nostro benessere emotivo e fisico. Secondo questa teoria, il sistema nervoso autonomo si compone di tre rami distinti, ciascuno dei quali regola una risposta diversa alle situazioni di stress e alle interazioni sociali. In questo articolo, esploreremo la teoria polivagale e scopriremo come costruire una cassetta degli attrezzi polivagale personale per favorire il nostro benessere quotidiano.

Cos’è la teoria polivagale?

La teoria polivagale, offre una comprensione approfondita del nostro sistema nervoso autonomo e del suo ruolo nella regolazione emotiva e nell’interazione sociale. Secondo questa teoria, il sistema nervoso autonomo è diviso in tre stati o livelli distinti, noti come “vagale sociale“, “vagale di difesa” e “vagale di sopravvivenza“.

  • Il “vagale sociale” è il livello in cui siamo in uno stato di calma e connessione sociale. In questo stato, il nervo vago, una delle principali componenti del sistema nervoso autonomo, è attivo e favorisce la socializzazione, la comunicazione e l’empatia. Ci sentiamo aperti, sicuri e in grado di connetterci profondamente con gli altri.
  • Il “vagale di difesa” rappresenta uno stato di attivazione moderata del sistema nervoso autonomo, in cui siamo in uno stato di allerta e pronti a far fronte a una minaccia o a una situazione stressante. In questa fase, potremmo sperimentare sensazioni di ansia, ipervigilanza e un’attivazione fisica che prepara il corpo per la lotta o la fuga.
  • Il “vagale di sopravvivenza” è il livello più primitivo e attiva una risposta di emergenza in situazioni di estrema minaccia o trauma. In questo stato, il sistema nervoso simpatico domina e si manifestano reazioni di difesa intense come la paralisi o la fuga totale.

La teoria polivagale sottolinea l’importanza di coltivare un equilibrio tra questi tre stati e promuove l’autoregolazione del sistema nervoso autonomo per favorire il benessere emotivo e relazionale. Costruire una cassetta degli attrezzi polivagale personale implica l’identificazione e l’integrazione di strategie che aiutano a spostarsi consapevolmente tra i diversi stati, favorendo la transizione verso uno stato di calma e connessione.

Le strategie che possono essere incluse nella cassetta degli attrezzi polivagale personale comprendono pratiche di respirazione consapevole, attività fisiche che favoriscono il rilassamento, tecniche di autoregolazione emotiva come la meditazione o la scrittura, esperienze sensoriali rilassanti come l’ascolto di musica tranquilla o l’utilizzo di aromaterapia, e pratiche di connessione sociale che favoriscono il supporto e l’empatia reciproca.

Sperimentando e integrando queste strategie nella propria vita quotidiana, è possibile migliorare la regolazione emotiva, ridurre l’ansia e lo stress, e favorire una maggiore connessione sociale. La cassetta degli attrezzi polivagale diventa così una risorsa preziosa per promuovere il benessere psicologico e fisico, consentendo un’esperienza di vita più equilibrata

La cassetta degli attrezzi polivagale

La cassetta degli attrezzi polivagale rappresenta, come dicevamo, una serie di strategie e tecniche che possono aiutarci a gestire il nostro sistema nervoso autonomo e favorire una maggiore regolazione e benessere emotivo. Costruire la propria cassetta degli attrezzi polivagale personale implica identificare le strategie che funzionano meglio per noi e integrarle nella nostra vita quotidiana. Ecco alcuni strumenti che potresti considerare:

  1. Respirazione consapevole: La respirazione è un potente strumento per influenzare il sistema nervoso autonomo. La pratica di respirare consapevolmente, rallentando il ritmo e portando l’attenzione sul respiro, può aiutare a stimolare il ramo del sistema nervoso parasimpatico che favorisce il rilassamento.
  2. Connessioni sociali: Essendo il sistema nervoso sociale una parte essenziale della teoria polivagale, coltivare connessioni significative con gli altri può avere un impatto positivo sulla nostra regolazione emotiva. Cerca opportunità per socializzare, partecipare a gruppi di supporto o intraprendere attività che ti permettano di connetterti con gli altri.
  3. Movimento e attività fisica: L’esercizio fisico può aiutare a regolare il sistema nervoso autonomo. Trova un’attività fisica che ti piace e che ti faccia sentire bene. Camminare, praticare lo yoga o ballare sono solo alcune delle opzioni che possono stimolare il sistema nervoso parasimpatico e migliorare il tuo benessere.
  4. Autoregolazione emotiva: Impara a riconoscere le tue emozioni e ad adottare strategie di autoregolazione per gestirle in modo sano. Ciò può includere la pratica della consapevolezza, la scrittura di un diario delle emozioni o l’utilizzo di tecniche come la meditazione o il rilassamento muscolare progressivo.
  5. Esplorazione sensoriale: La teoria polivagale evidenzia l’importanza degli stimoli sensoriali nel modulare il nostro stato emotivo. Sperimenta con diversi tipi di esperienze sensoriali, come ascoltare musica rilassante, immergerti in un bagno caldo o goderti una passeggiata in natura. Scopri quali stimoli ti aiutano a sentirti più calmo e centrato.

Un esempio di applicazione: il caso di Anna

Anna è una donna di 35 anni che soffre di ansia e stress cronico. Ha frequenti episodi di iperattivazione, in cui si sente sopraffatta, insonne e in difficoltà nel concentrarsi. Inoltre, ha notato una tendenza a evitare le situazioni sociali a causa dell’ansia sociale che prova. Anna decide di esplorare la teoria polivagale per trovare strumenti utili a gestire i suoi sintomi e migliorare il suo benessere emotivo.

  1. Respirazione consapevole: Anna inizia a praticare la respirazione consapevole come parte della sua routine giornaliera. Ogni mattina, si prende alcuni minuti per sedersi in un luogo tranquillo, chiudere gli occhi e concentrarsi sul suo respiro. Inspira profondamente contando fino a 4, trattiene il respiro per un istante e poi espira lentamente contando fino a 6. Questa pratica le aiuta a stimolare il sistema nervoso parasimpatico e a sentirsi più calma e centrata durante la giornata.
  2. Connessioni sociali: Anna decide di unirsi a un gruppo di supporto locale per incontrare altre persone che condividono le sue esperienze. Partecipare a queste riunioni le offre un’opportunità per connettersi con gli altri, sentirsi compresa e ricevere sostegno reciproco. Le connessioni sociali positive le aiutano a regolare il sistema nervoso sociale e a ridurre l’ansia sociale.
  3. Movimento e attività fisica: Anna scopre che l’attività fisica regolare le aiuta a ridurre lo stress e l’ansia. Decide di iniziare a praticare lo yoga tre volte a settimana. Lo yoga le offre una combinazione di movimento, respirazione consapevole e consapevolezza del corpo. Questa pratica la aiuta a rilassarsi, migliorare la flessibilità e a sviluppare una maggiore consapevolezza del suo corpo e delle sue sensazioni.
  4. Autoregolazione emotiva: Anna sperimenta diverse tecniche di autoregolazione emotiva per gestire l’ansia durante i momenti di iperattivazione. Scopre che la scrittura di un diario delle emozioni le permette di esprimere i suoi pensieri e le sue preoccupazioni in modo privato. Inoltre, pratica la meditazione ogni sera prima di andare a letto per calmare la mente e favorire il sonno.
  5. Esplorazione sensoriale: Anna trova che l’ascolto di musica rilassante e l’immersi in un bagno caldo la aiutano a rilassarsi e a ridurre l’ansia. Decide di creare una playlist di brani che le trasmettono tranquillità e li ascolta quando ha bisogno di rilassarsi. Inoltre, prende del tempo per godersi un bagno caldo con oli essenziali rilassanti almeno una volta alla settimana per creare un’esperienza sensoriale piacevole e rigenerante.

Nel corso del tempo, Anna continua ad esplorare e ad aggiungere nuovi strumenti alla sua cassetta degli attrezzi polivagale personale. Con la pratica regolare di queste strategie, lei comincia a notare un miglioramento del suo benessere emotivo. L’ansia diminuisce, si sente più calma e riesce a gestire meglio le situazioni stressanti. La sua cassetta degli attrezzi polivagale diventa una risorsa preziosa per il suo benessere quotidiano.

Per concludere

La teoria polivagale ci offre un nuovo modo di comprendere il nostro sistema nervoso autonomo e come influisce sul nostro benessere. Costruire una cassetta degli attrezzi polivagale personale richiede un approccio sperimentale e curioso, in cui esploriamo e impariamo ad integrare quelle strategie che funzionano meglio per noi. Sperimenta con i suggerimenti condivisi in questo articolo e scopri quali strumenti polivagali possono aiutarti a raggiungere uno stato di regolazione emotiva ottimale. Ricorda che la costruzione di una cassetta degli attrezzi polivagale personale richiede tempo e pazienza, ma può portare a benefici duraturi per il tuo benessere generale.

Se vuoi approfondire l’argomento, ecco alcuni libri che ti suggerisco:

  • Stephen W. Porges: Ha scritto numerosi articoli e libri sulla teoria polivagale, inclusi “La teoria polivagale. Fondamenti neurofisiologici delle emozioni, dell’attaccamento, della comunicazione e dell’autoregolazione” (2014) e “La guida alla teoria polivagale: il potere trasformativo della sensazione di sicurezza” (2018).
  • Deb Dana: È una terapeuta e insegnante specializzata nella teoria polivagale. Ha scritto il libro “La Teoria Polivagale nella terapia: Prendere parte al ritmo della regolazione” (2019), che offre una guida pratica sull’applicazione della teoria polivagale in terapia.

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Come aiutare un figlio che rifiuta il supporto psicologico: consigli per i genitori di figli adolescenti o giovani adulti

Quando un figlio si trova in uno stato di depressione o ansia, può essere difficile convincerlo a cercare aiuto da uno specialista. Questo articolo offre consigli pratici per quei genitori che si trovano a fronteggiare questa sfida, consigli pratici emersi da una conversazione avuta con una mamma che mi ha chiesto aiuto dopo aver letto questo mio vecchio articolo sul tema.

Comunicazione aperta e ascolto empatico

Una comunicazione aperta e un ascolto empatico sono fondamentali quando si cerca di aiutare un giovane che rifiuta il supporto psicologico. Questo implica dimostrare interesse sincero per i suoi pensieri e sentimenti, evitando giudizi e offrendo un ambiente sicuro e non minaccioso. Una comunicazione aperta crea fiducia e può incoraggiare il giovane a condividere i suoi pensieri e le sue preoccupazioni in modo più aperto.

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Il Trauma Intergenerazionale: Ereditando le Ombre del Passato

Il trauma intergenerazionale è un fenomeno complesso e affascinante che si manifesta quando le conseguenze psicologiche di un trauma vissuto da una generazione si trasmettono e influenzano le generazioni successive. Come psicologo e psicoterapeuta cognitivo comportamentale, è importante comprendere i meccanismi e gli effetti di questo tipo di trauma per offrire supporto e guarigione ai nostri pazienti. In questo articolo, esploreremo i diversi tipi di traumi intergenerazionali, i loro effetti psicologici e come l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) può fornire un approccio terapeutico efficace per elaborarli.

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Il lutto e i suoi ostacoli: Superare le sfide nell’elaborazione del dolore attraverso l’EMDR

L’elaborazione del lutto è una parte essenziale del processo di guarigione emotiva dopo la perdita di una persona cara. Mentre il lutto è una reazione normale e naturale di fronte alla morte, alcune persone possono incontrare difficoltà nell’affrontare il dolore che ne consegue e possono sviluppare il cosiddetto disturbo da lutto complicato (o persistente). In questo articolo, esploreremo la distinzione tra il processo normale di elaborazione del lutto e il lutto complicato, evidenziando gli ostacoli che possono emergere durante il percorso di elaborazione. Inoltre, esamineremo come l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) possa fornire un valido aiuto in entrambi i casi.

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Terapia EMDR: un valido supporto per chi ha subito traumi durante l’infanzia

Lo studio

Un recente studio pubblicato sulla rivista “JAMA Network Open”  (link qui) ha dimostrato che i traumi subiti durante l’infanzia triplicano il rischio di soffrire di disturbi mentali gravi in età adulta, come depressione, ansia e disturbi bipolari. La ricerca,  ha esaminato i dati di oltre 8.000 adulti in Danimarca e ha scoperto che coloro che hanno subito traumi come abusi fisici o sessuali, negligenza o perdita di un genitore durante l’infanzia hanno tre volte più probabilità di sviluppare disturbi mentali gravi come depressione, ansia e disturbi bipolari rispetto a coloro che non hanno subito tali traumi. Lo studio sottolinea l’importanza dell’identificazione precoce e del trattamento dei traumi infantili per prevenire problemi di salute mentale in età adulta.

In questo contesto, la terapia EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) si è dimostrata una valida opzione terapeutica per coloro che hanno subito traumi durante la propria infanzia.

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La terapia EMDR per guarire da un forte dolore emotivo

È opinione diffusa pensare che un evento traumatico o un forte dolore emotivo richiedano molto tempo per guarire. La terapia EMDR o Eye Movement Desensitization and Reprocessing ci mostra che la mente può guarire dal trauma psicologico proprio come il corpo recupera da quello fisico.

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Affrontare le emozioni negative sviluppando le Abilità di Tolleranza al Distress

Non tutti sanno cosa sia il distress. Tale termine indica quella sensazione negativa di pericolo, dolore, afflizione, angoscia che possiamo percepire in conseguenza di un evento per noi davvero molto stressante: un licenziamento, una perdita improvvisa di una persona cara o di un animale domestico, o in generale tutti quei cambiamenti improvvisi capaci di darci quella sensazione di forte instabilità.

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Nella ricerca di un equilibrio emotivo e mentale, spesso ci troviamo a confrontarci con il nostro passato. Sia che si tratti …

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