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Guarire il passato per costruire il futuro: come la nostra storia familiare e personale influenza il modo in cui siamo genitori e come l’EMDR può aiutarci

Essere genitori è una delle sfide più impegnative e gratificanti della vita. Quando diventiamo genitori, fin dal giorno zero, portiamo con noi le nostre esperienze passate, (la nostra storia familiare, le nostre prime e successive esperienze di attaccamento e di accudimento dirette)  che influenzano il modo in cui affrontiamo questo nuovo ruolo. Traendo spunto dal libro di Siegel, “Errori da non ripetere: come la conoscenza della propria storia aiuta ad essere genitori”, che ci invita ad esplorare come la nostra storia personale possa influenzare la nostra genitorialità, in questo articolo, esamineremo come la nostra storia personale possa plasmare il nostro modo di essere genitori, gli errori comuni che si possono ripetere e come il trattamento con EMDR possa aiutarci a guarire e ad avere relazioni più sane con i nostri figli.

I legami tra la nostra storia personale e la genitorialità

Le esperienze che abbiamo vissuto nella nostra infanzia e nell’adolescenza possono influenzare profondamente il nostro modo di affrontare la genitorialità così la nostra storia familiare (in questo vecchio articolo ho parlato di come conseguenze psicologiche di un trauma vissuto da una generazione vengano trasmesse e come influenzino le generazioni successive). Ad esempio, se abbiamo avuto un’infanzia difficile o abusiva, potremmo trovarci a ripetere gli stessi schemi con i nostri figli senza neanche rendercene conto, in modo del tutto inconsapevole. Al contrario, se abbiamo avuto un’infanzia amorevole e stabile, potremmo essere più inclini a riprodurre tali modelli con i nostri figli.

Errori comuni nella genitorialità derivanti dalla storia personale

Ecco alcuni errori comuni che possono accadere nell’esperienza della genitorialità:

1. Ripetizione di schemi negativi: Senza consapevolezza della nostra storia personale, potremmo riprodurre inconsapevolmente schemi negativi di comportamento che abbiamo subito da bambini. Ad esempio, se abbiamo vissuto violenza domestica durante la nostra infanzia, potremmo essere inclini a ricreare un ambiente simile nella nostra famiglia, perpetuando il ciclo di abuso. Questo può manifestarsi attraverso comportamenti aggressivi, verbali o fisici, che possono danneggiare i nostri figli e ripercuotersi sulla loro salute emotiva e relazionale.

    • Credenze: Il genitore potrebbe interiorizzare l’idea che la violenza o l’abuso siano modi accettabili per risolvere i conflitti o controllare i propri figli.
    • Emozioni: Il genitore potrebbe provare rabbia repressa, frustrazione, impotenza o paura quando si trovano di fronte a situazioni che richiamano il trauma passato.
    • Comportamenti: Il genitore potrebbe reagire con aggressività verbale o fisica, urlando, minacciando o usando la violenza per disciplinare i propri figli, senza rendersi conto della gravità e delle conseguenze di tali comportamenti.

Esempio: Una madre che è stata vittima di violenza domestica da bambina potrebbe replicare il modello di abuso nel suo ruolo di genitore, manifestando comportamenti violenti nei confronti dei suoi figli quando si sente frustrata o fuori controllo.

2. Sovra-protezione o negligenza: La nostra storia personale può influenzare anche il nostro modo di fornire sostegno ai nostri figli. Se abbiamo vissuto un ambiente familiare in cui siamo stati trascurati o non abbiamo ricevuto l’affetto e l’attenzione di cui avevamo bisogno, potremmo reagire sovra-proteggendo i nostri figli, cercando di soddisfare ogni loro desiderio o bisogno per evitare che provino la stessa mancanza che abbiamo sperimentato noi stessi. Al contrario, potremmo trascurare i bisogni emotivi dei nostri figli, riproducendo il modello di negligenza che abbiamo subito.

    • Credenze: Il genitore potrebbe credere che l’unico modo per evitare che i propri figli soffrano sia proteggerli e soddisfare ogni loro desiderio, o potrebbe sviluppare l’idea che i bisogni emotivi dei figli non siano importanti o che debbano essere ignorati.
    • Emozioni: Il genitore potrebbe provare un profondo bisogno di evitare che i propri figli provino la stessa mancanza o sofferenza che hanno sperimentato da bambini, oppure potrebbe manifestare indifferenza o distacco emotivo verso i bisogni dei propri figli.
    • Comportamenti: Il genitore potrebbe soffocare i propri figli con attenzioni eccessive, non consentendo loro di sviluppare autonomia o prendere decisioni autonome. Al contrario, potrebbe trascurare i bisogni emotivi dei figli, ignorando le loro richieste di affetto o supporto.

Esempio: Un padre che è cresciuto in un ambiente in cui è stato trascurato potrebbe cercare di compensare quel vuoto fornendo ai propri figli tutto ciò che desiderano, senza imporre limiti o aspettative adeguate alla loro età.

3. Problemi di comunicazione: La comunicazione è un aspetto cruciale nella genitorialità, ma le esperienze passate possono influire negativamente sulla nostra capacità di comunicare in modo efficace con i nostri figli. Se nella nostra storia personale abbiamo vissuto una mancanza di comunicazione o conflitti irrisolti, potremmo trovare difficoltà nel comunicare in modo aperto, empatico e rispettoso con i nostri figli. Possiamo trasmettere un modello di comunicazione aggressiva o evitante, creando un’atmosfera di tensione e ostilità familiare.

    • Credenze: Il genitore potrebbe avere credenze limitanti sulla comunicazione, come pensare che sia inutile o che porti solo a conflitti.
    • Emozioni: Il genitore potrebbe provare paura o ansia nel comunicare in modo aperto o potrebbe evitare la comunicazione per paura di rivivere conflitti o esperienze passate dolorose.
    • Comportamenti: Il genitore potrebbe evitare discussioni importanti, non ascoltare attivamente i propri figli o reprimere le emozioni durante le interazioni familiari.

Esempio: Una madre che è cresciuta in una famiglia in cui non si parlava apertamente dei problemi potrebbe evitare di affrontare le difficoltà familiari o reprimere le proprie emozioni durante le discussioni, creando un ambiente in cui i problemi non vengono risolti e la comunicazione è limitata.

4. Scarso controllo delle emozioni: Le esperienze traumatiche o stressanti del passato possono influire sul nostro controllo delle emozioni durante la genitorialità. Potremmo avere difficoltà a gestire le nostre emozioni intense, come rabbia, tristezza o paura, e questo può portare a reazioni eccessive o inadeguate nei confronti dei nostri figli. Ad esempio, potremmo reagire con rabbia o punizioni sproporzionate a comportamenti relativamente normali dei nostri figli, a causa dell’attivazione di ricordi dolorosi o di una scarsa regolazione emotiva.

    • Credenze: Il genitore potrebbe avere convinzioni distorte sulle emozioni, come pensare che esprimere le emozioni sia debole o pericoloso.
    • Emozioni: Il genitore potrebbe provare ansia, rabbia o paura intensa quando le emozioni dei propri figli attivano ricordi dolorosi del proprio passato.
    • Comportamenti: Il genitore potrebbe reagire in modo impulsivo o inappropriato alle emozioni dei propri figli, perdendo il controllo o ritirandosi emotivamente dalle situazioni che richiedono un sostegno emotivo adeguato.

Esempio: Un padre che ha subito abusi emotivi da bambino potrebbe sentirsi sopraffatto e reagire con rabbia incontrollata quando il suo bambino mostra emozioni forti come la tristezza o la paura.

Come lavorare con l’EMDR per guarire e proteggere i nostri figli

L’Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) è un approccio terapeutico che può essere utile per affrontare le esperienze traumatiche del passato e guarire le ferite emotive che possono influenzare la nostra genitorialità. Ecco alcuni passi che possono aiutarci a lavorare con l’EMDR:

  1. Consapevolezza della nostra storia personale: Esplorare la nostra storia personale con l’aiuto di un terapeuta può aiutarci a prendere consapevolezza delle esperienze che ci hanno influenzato e dei modelli di comportamento che potremmo ripetere involontariamente con i nostri figli.
  2. Identificazione degli schemi negativi: Con l’EMDR, possiamo identificare gli schemi negativi che si ripetono nella nostra genitorialità e collegarli alle esperienze passate che li hanno generati. Questo ci permette di affrontarli e trasformarli.
  3. Rielaborazione delle esperienze traumatiche: Attraverso la rielaborazione delle esperienze traumatiche con l’EMDR, possiamo ridurre il loro impatto negativo sulla nostra genitorialità. Questo processo terapeutico ci aiuta a sostituire le credenze limitanti con nuove prospettive più positive e a sviluppare una maggiore fiducia nelle nostre capacità genitoriali.
  4. Miglioramento della comunicazione: L’EMDR può aiutarci a migliorare la nostra capacità di comunicare in modo efficace con i nostri figli. Attraverso l’esplorazione delle nostre esperienze passate, possiamo superare i blocchi emotivi e apprendere nuovi modelli di comunicazione che favoriscono la comprensione reciproca e la creazione di legami familiari sani.

Il caso di Maria

Maria è una donna di 35 anni che sta affrontando difficoltà nella sua esperienza di genitorialità. Durante la sua infanzia, è stata testimone di violenza domestica tra i suoi genitori. Ha vissuto in un ambiente di costante paura e ha sviluppato un senso di insicurezza emotiva. Maria ha sempre temuto di ripetere lo stesso ciclo di abuso con i suoi figli.

Errori comuni nella genitorialità: Maria ha notato che reagisce in modo eccessivo e aggressivo alle liti tra i suoi figli. Si rende conto che il suo trauma passato ha influenzato la sua risposta e che sta riproducendo il modello di violenza domestica che ha vissuto da bambina. Maria ha una forte convinzione di non essere in grado di fornire un ambiente sicuro e amorevole per i suoi figli.

Approccio terapeutico: Maria decide di intraprendere una terapia EMDR per affrontare il trauma passato e lavorare sulla sua capacità genitoriale. Durante le sessioni di EMDR, il terapeuta l’aiuta a identificare i ricordi traumatici legati alla violenza domestica e a esplorare le sue convinzioni negative su se stessa come madre. Maria si confronta con la paura di ripetere gli stessi errori e si rende conto di avere pensieri come “Sono destinata a fallire come genitore” e “Non sarò mai in grado di proteggere i miei figli”.

Risultati: Attraverso l’EMDR, Maria riesce a rielaborare i ricordi traumatici, a sviluppare nuove cognizioni positive sulla sua capacità di essere una madre amorevole e a gestire meglio le sue emozioni. Acquisisce una maggiore consapevolezza dei suoi trigger emotivi e apprende strategie per rispondere in modo più calmo e costruttivo alle situazioni conflittuali tra i suoi figli. Maria nota un miglioramento nel suo rapporto con i suoi figli e una riduzione della sua ansia e paura nel ruolo di genitore. Comincia a sviluppare nuovi pensieri positivi come “Posso imparare a gestire i conflitti in modo sano” e “Posso creare un ambiente sicuro per i miei figli”.

Questo esempio di caso clinico evidenzia come l’EMDR possa essere un approccio terapeutico efficace per affrontare il trauma passato e quali possano essere i suoi impatti sulla genitorialità. Attraverso il processo di rielaborazione e la creazione di nuove cognizioni positive, Maria riesce a trasformare sia le sue convinzioni negative, i pensieri autodistruttivi che le emozioni intense, in una prospettiva più sana che le permette di adottare comportamenti genitoriali più costruttivi e amorevoli.

Conclusioni

La storia personale può avere un impatto significativo sul modo in cui diventiamo genitori. I traumi, le esperienze negative o i modelli di genitorialità che abbiamo vissuto durante l’infanzia possono influenzare le nostre credenze, i pensieri e le emozioni legate alla genitorialità. Questo può portare a errori comuni nella genitorialità, in cui ripetiamo gli schemi negativi che abbiamo subito o imparato.

Tuttavia, è importante ricordare che la nostra storia personale non ci condanna a ripetere gli stessi errori. Con consapevolezza, impegno e supporto adeguato, possiamo rompere il ciclo e lavorare su noi stessi per diventare genitori più consapevoli, amorevoli e in grado di fornire un ambiente sicuro per i nostri figli.

Una delle modalità terapeutiche che può essere di grande aiuto è l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing). L’EMDR offre un approccio strutturato e mirato per affrontare i traumi passati e i loro impatti sulla genitorialità. Attraverso la rielaborazione dei ricordi traumatici, la modifica delle convinzioni negative e la gestione delle emozioni associate, l’EMDR aiuta i genitori a liberarsi dai pesi del passato e a sviluppare nuove risorse e strategie per essere genitori più consapevoli.

Durante il processo terapeutico, i genitori possono esplorare le proprie credenze limitanti sulla genitorialità, identificare i pensieri negativi che influenzano il loro comportamento e affrontare le emozioni intense che vengono attivate nel ruolo di genitore. L’obiettivo è sviluppare nuove cognizioni positive, adottare comportamenti sani e costruttivi e stabilire un legame sicuro ed empatico con i propri figli.

È importante sottolineare che il percorso per rompere i cicli negativi richiede tempo, impegno e supporto professionale. La terapia EMDR, in combinazione con altre forme di sostegno come la consulenza familiare o i gruppi di supporto per genitori, può offrire una via percorribile per trasformare la propria storia personale e migliorare la relazione con i propri figli.

In conclusione, la storia personale può influenzare profondamente il nostro modo di essere genitori, ma non dobbiamo lasciare che determini il nostro destino. Con l’aiuto della terapia EMDR e altre risorse disponibili, possiamo imparare a riconoscere e affrontare i nostri errori ripetuti, liberarci dai traumi passati e fornire ai nostri figli un ambiente amorevole, sicuro e consapevole. La possibilità di guarire e crescere come genitori è a portata di mano, basta avere il coraggio di intraprendere il viaggio di trasformazione e di cura verso se stessi.

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