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Il Trauma Intergenerazionale: Ereditando le Ombre del Passato

Il trauma intergenerazionale è un fenomeno complesso e affascinante che si manifesta quando le conseguenze psicologiche di un trauma vissuto da una generazione si trasmettono e influenzano le generazioni successive. Come psicologo e psicoterapeuta cognitivo comportamentale, è importante comprendere i meccanismi e gli effetti di questo tipo di trauma per offrire supporto e guarigione ai nostri pazienti. In questo articolo, esploreremo i diversi tipi di traumi intergenerazionali, i loro effetti psicologici e come l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) può fornire un approccio terapeutico efficace per elaborarli.

Tipi di Traumi Intergenerazionali

I traumi intergenerazionali possono derivare da eventi traumatici che colpiscono una comunità o una famiglia nel corso del tempo. Alcuni esempi comuni includono:

  1. Guerre e conflitti: Le esperienze di guerra possono avere un impatto significativo sulle generazioni successive, poiché il ricordo dei combattimenti, della perdita e della sofferenza può essere trasmesso attraverso le narrazioni familiari e l’ambiente di crescita.
  2. Genocidi e persecuzioni: Eventi come l’Olocausto o altri atti di genocidio possono influenzare profondamente le generazioni future, lasciando un’eredità di traumi emotivi e disturbi legati al trauma.
  3. Disastri naturali: Catastrofi come terremoti, tsunami o inondazioni possono provocare traumi che si estendono alle generazioni successive attraverso il dolore delle perdite e la distruzione dell’ambiente familiare.
  4. Abuso e trascuratezza: L’abuso fisico, sessuale o emotivo subito da una persona può avere conseguenze che si estendono alla prole, influenzando il modo in cui le generazioni successive affrontano le relazioni e il proprio benessere.

Cosa ci dicono le neuroscienze sul trauma intergenerazionale

Alcune ipotesi dal punto di vista biologico riguardo al trauma intergenerazionale, fornendo anche alcune referenze per ulteriori approfondimenti.

  1. Epigenetica del trauma: Una delle ipotesi principali è che il trauma intergenerazionale possa influenzare l’espressione genica attraverso meccanismi epigenetici. Gli studi hanno suggerito che le esperienze traumatiche possono alterare i marcatori epigenetici (come metilazione del DNA o modificazioni delle istone) che regolano l’espressione dei geni coinvolti nella risposta allo stress. Queste modificazioni epigenetiche possono essere trasmesse alle generazioni successive, potenzialmente contribuendo all’ereditabilità del trauma. (Per ulteriori informazioni, si possono consultare gli studi di Yehuda et al., 2016; e Radtke et al., 2011).
  1. Neurotrasmettitori e circuiti cerebrali: Alcune ricerche suggeriscono che il trauma intergenerazionale possa influenzare i circuiti cerebrali e i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione delle risposte allo stress. Ad esempio, studi su animali hanno dimostrato che l’esposizione al trauma può alterare i livelli di neurotrasmettitori come la serotonina e il cortisolo, che a loro volta possono influenzare la vulnerabilità al trauma nelle generazioni successive. (Franklin et al., 2010; bagot et al., 2018).

È importante sottolineare che le ipotesi biologiche riguardanti il trauma intergenerazionale sono ancora oggetto di studio e approfondimento. La ricerca in questo campo è in continua evoluzione e mira a comprendere meglio i meccanismi biologici alla base di questo fenomeno complesso.

Effetti Psicologici dei Traumi Intergenerazionali

Come stiamo vedendo, traumi intergenerazionali possono generare una serie di sintomi e disturbi psicologici che si manifestano nelle generazioni successive. Alcuni effetti comuni includono:

  1. Sintomi da stress post-traumatico (PTSD): I discendenti delle persone che hanno vissuto il trauma possono sperimentare sintomi tipici del PTSD, come flashback, incubi, ipervigilanza e una forte reattività emotiva.
  2. Disturbi dell’umore o disturbi d’ansia: L’ereditarietà del trauma può contribuire allo sviluppo di disturbi dell’umore come la depressione e l’ansia nelle generazioni successive.
  3. Problemi di attaccamento: I traumi intergenerazionali possono influenzare la capacità di formare e mantenere legami sicuri e sani con gli altri, portando a problemi di attaccamento e relazioni instabili.
  4. Autostima e identità compromesse: Il trauma ereditato può influenzare la percezione di sé, generando insicurezza, senso di colpa e difficoltà nel costruire una sana autostima.

Ruolo dell’EMDR nell’elaborazione del Trauma Intergenerazionale

L’EMDR è una forma di terapia basata sui movimenti oculari che si è dimostrata efficace nell’affrontare e superare gli effetti di esperienze traumatiche. Nell’ambito dei traumi intergenerazionali, l’EMDR può svolgere un ruolo fondamentale nell’aiutare gli individui a elaborare e trasformare i ricordi traumatici ereditati. Attraverso la stimolazione bilaterale (ad esempio, i movimenti oculari), l’EMDR facilita l’elaborazione e l’integrazione del trauma nel sistema di memoria, riducendo l’effetto negativo che il trauma ha sul presente.

Il modello AIP (Adaptive Information Processing) è un framework teorico fondamentale nell’approccio dell’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing). Questo modello fornisce una spiegazione dell’elaborazione del trauma e di come l’EMDR faciliti la risoluzione dei disturbi legati al trauma, compreso il trauma intergenerazionale.

Secondo il modello AIP, il trauma può portare a un’alterazione dell’elaborazione delle informazioni all’interno del sistema nervoso, causando la formazione di memorie traumatiche non elaborate e di schemi disfunzionali. Queste memorie e schemi possono essere attivati in seguito a stimoli o situazioni che richiamano il trauma, dando luogo a sintomi e reazioni emotive intense.

L’obiettivo dell’EMDR è quello di facilitare la rielaborazione e l’integrazione delle memorie traumatiche nel sistema nervoso, consentendo loro di essere elaborate in modo più adattivo. Ciò avviene attraverso l’attivazione di meccanismi naturali di elaborazione dell’informazione, come i movimenti oculari bilateralmente coordinati.

Durante una sessione di EMDR, il terapeuta guida il paziente a focalizzarsi sul ricordo traumatico, mentre si sottopone a una stimolazione bilaterale, come il movimento degli occhi o altre forme di stimolazione sensoriale alternata. Questa stimolazione sembra favorire la connessione tra le informazioni traumatiche non elaborate e le risorse interne del paziente, consentendo l’elaborazione e l’integrazione delle memorie traumatiche nel contesto più ampio dell’esperienza di vita.

Attraverso questo processo, l’EMDR mira a facilitare la trasformazione delle memorie traumatiche, riducendo l’attivazione emotiva e promuovendo una risposta più adattiva agli stimoli associati al trauma. Ciò può contribuire a ridurre i sintomi legati al trauma intergenerazionale e a favorire un maggiore benessere psicologico (Fonti di riferimento per approfondire il tema: Shapiro 2001, 2018).

Alcuni dei modi in cui l’EMDR può essere utile per questa tipologia di traumi possono essere:

  1. Rielaborazione dei ricordi traumatici: L’EMDR facilita la rielaborazione dei ricordi traumatici ereditati, consentendo al paziente di elaborare emotivamente ed elaborare il trauma. Durante le sessioni di EMDR, la stimolazione bilaterale (come i movimenti oculari) aiuta a stimolare il processo di elaborazione del trauma. Questo può portare a una riduzione dei sintomi e a una trasformazione dell’esperienza traumatica stessa (Hensel-Dittmann, Schauer, Ruf, 2011; Luber, 2009).
  1. Riduzione dell’attivazione emotiva: L’EMDR può aiutare a ridurre l’attivazione emotiva associata al trauma intergenerazionale, consentendo al paziente di sviluppare una maggiore regolazione emotiva. Gli studi suggeriscono che l’EMDR può influenzare positivamente l’attivazione del sistema nervoso autonomo e ridurre la reattività emotiva e il disagio associati al trauma (Leeds, Shapiro, 2001; Stickgold, 2002).
  1. Promozione della resilienza e del benessere: L’EMDR può favorire la resilienza e il benessere nelle generazioni successive afflitte da trauma intergenerazionale. L’elaborazione del trauma attraverso l’EMDR può consentire ai pazienti di sviluppare una maggiore fiducia in sé stessi, una migliore autostima e una visione più positiva del proprio futuro (Jarero, Artigas, Luber, 2011; Ignatieva 2016).

Elaborare il trauma intergenerazionale: il caso di Luca

Immaginiamo un paziente di nome Luca, che si rivolge a uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale e terapeuta EMDR per problemi di ansia e disturbi del sonno. Durante la valutazione, emerge che la nonna di Luca ha vissuto un periodo di prigionia durante la Seconda Guerra Mondiale. Nonostante Luca non abbia mai vissuto direttamente l’evento traumatico, è afflitto da una serie di sintomi simili a quelli del PTSD, come incubi ricorrenti e una sensazione di pericolo costante.

Il terapeuta decide di utilizzare l’EMDR come approccio terapeutico per aiutare Luca ad elaborare il trauma intergenerazionale. Attraverso una serie di sessioni, il terapeuta guida Luca nell’esplorazione dei ricordi trasmessi dalla nonna e lavora con lui per ridurre l’intensità emotiva associata a tali ricordi. Utilizzando la stimolazione bilaterale, come i movimenti oculari, l’EMDR aiuta Luca a rielaborare e integrare i ricordi traumatici nel suo sistema di memoria in modo più adattivo.

Nel corso delle sessioni, Luca inizia a sperimentare una riduzione dei sintomi ansiosi e degli incubi ricorrenti. Progressivamente, l’EMDR aiuta Luca a ricostruire una prospettiva più positiva di sé stesso e a sviluppare nuove strategie per gestire l’ansia. Con il tempo, l’efficacia dell’EMDR nel trattamento del trauma intergenerazionale diventa evidente nella vita di Luca, che riesce a vivere in modo più equilibrato e sereno.

Per Concludere

I traumi intergenerazionali rappresentano una sfida significativa per gli individui e le famiglie che ne sono affetti. Comprendere i diversi tipi di traumi, i loro effetti psicologici e l’efficacia di approcci terapeutici come l’EMDR può fornire una guida preziosa per gli psicologi cognitivo comportamentali. Attraverso la consapevolezza e l’elaborazione del trauma intergenerazionale, possiamo offrire ai nostri pazienti la possibilità di rompere il ciclo del dolore e della sofferenza, aprendo la strada a una vita più piena e soddisfacente.

Ciò che hai vissuto può essere un capitolo doloroso del tuo passato, ma non definisce chi sei né determina il tuo futuro. La tua forza interiore è più grande di ogni trauma che hai conosciuto. Con coraggio, resilienza e supporto, puoi guarire, trasformare il dolore in saggezza e costruire un cammino di rinascita. Ricorda sempre che sei più di ciò che hai subito: sei un individuo prezioso, capace di guarire e di trovare la speranza e la felicità che meriti. La tua storia continua, e sei in grado di scrivere i capitoli successivi con coraggio, fiducia e amore per te stesso

Riferimenti

  1. Bagot, R. C., Cates, H. M., Purushothaman, I., Lorsch, Z. S., Walker, D. M., Wang, J., … & Heller, E. A. (2018). Circuit-wide transcriptional profiling reveals brain region-specific gene networks regulating depression susceptibility. Neuron, 100(1), 1-14.
  2. Franklin, T. B., Russig, H., Weiss, I. C., Gräff, J., Linder, N., Michalon, A., … & Mansuy, I. M. (2010). Epigenetic transmission of the impact of early stress across generations. Biological psychiatry, 68(5), 408-415.
  3. Hensel-Dittmann, D., Schauer, M., & Ruf, M. (2011). Neurobiological aspects of the EMDR approach. Journal of EMDR Practice and Research, 5(4), 164-171.
  4. Ignatieva, E. (2016). Reducing intergenerational trauma: The use of eye movement desensitization and reprocessing therapy. Journal of EMDR Practice and Research, 10(3), 160-169.
  5. Jarero, I., Artigas, L., & Luber, M. (2011). The EMDR protocol for recent critical incidents: Follow-up report of an independent assessment. Journal of EMDR Practice and Research, 5(3), 98-108.
  6. Leeds, A. M., & Shapiro, F. (2001). Theoretical and empirical basis of eye movement desensitization and reprocessing (EMDR) as a treatment for posttraumatic stress disorder. Journal of Clinical Psychology, 57(7), 907-923.
  7. Luber, M. (2009). Eye movement desensitization and reprocessing (EMDR) scripted protocols: Basics and special situations. Springer Publishing Company.
  8. Radtke, K. M., Ruf, M., Gunter, H. M., Dohrmann, K., Schauer, M., Meyer, A., … & Elbert, T. (2011). Transgenerational impact of intimate partner violence on methylation in the promoter of the glucocorticoid receptor. Translational psychiatry, 1(7), e21.
  9. Shapiro, F. (2001). Eye movement desensitization and reprocessing: Basic principles, protocols, and procedures (2nd ed.). Guilford Press.
  10. Shapiro, F. (2018). Eye movement desensitization and reprocessing (EMDR) therapy: Basic principles, protocols, and procedures (3rd ed.). Guilford Press.
  11. Stickgold, R. (2002). EMDR: A putative neurobiological mechanism of action. Journal of Clinical Psychology, 58(1), 61-75.
  12. Yehuda, R., Daskalakis, N. P., Bierer, L. M., Bader, H. N., Klengel, T., & Holsboer, F. (2016). Holocaust exposure induced intergenerational effects on FKBP5 methylation. Biological psychiatry, 80(5), 372-380.

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