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Psicologia Benessere e Crescita - Consigli e approfondimenti per star bene e crescere insieme

Come aiutare un figlio che rifiuta il supporto psicologico: consigli per i genitori di figli adolescenti o giovani adulti

Quando un figlio si trova in uno stato di depressione o ansia, può essere difficile convincerlo a cercare aiuto da uno specialista. Questo articolo offre consigli pratici per quei genitori che si trovano a fronteggiare questa sfida, consigli pratici emersi da una conversazione avuta con una mamma che mi ha chiesto aiuto dopo aver letto questo mio vecchio articolo sul tema.

Comunicazione aperta e ascolto empatico

Una comunicazione aperta e un ascolto empatico sono fondamentali quando si cerca di aiutare un giovane che rifiuta il supporto psicologico. Questo implica dimostrare interesse sincero per i suoi pensieri e sentimenti, evitando giudizi e offrendo un ambiente sicuro e non minaccioso. Una comunicazione aperta crea fiducia e può incoraggiare il giovane a condividere i suoi pensieri e le sue preoccupazioni in modo più aperto.

Rispetta le paure di tuo figlio/a

È importante rispettare le paure dei nostri figli riguardo a parlare di cose personali con uno sconosciuto. Spiega che gli psicologi sono professionisti addestrati che lavorano con molte persone che affrontano problemi simili. Assicura tuo/a figlio/a che la riservatezza è una priorità e che tutto ciò che viene discusso durante le sessioni rimane strettamente confidenziale. Offri esempi di come la consulenza psicologica può essere di aiuto nel superare le sue difficoltà e migliorare il suo benessere emotivo.

Un esempio di dialogo genitore – figlio, in cui il genitore utilizza un ascolto aperto ed empatico oltre che rispettoso delle paure del figlio:

Genitore: “Ciao, caro. Ho notato che ultimamente ti senti giù e ti ritiri nella tua camera. Vorrei capire meglio cosa ti sta turbando. Posso chiederti di parlarne con me?”

Giovane: “Non so, mamma. È solo che mi sento così strano e ho queste ansie che mi tormentano” (piange mentre lo dice).

Genitore: “Capisco che sia difficile affrontare queste emozioni. Voglio che tu sappia che sono qui per te e mi preoccupo molto per il tuo benessere. Se ti senti a tuo agio, potresti condividere con me cosa ti sta causando queste ansie?”

Giovane: “Mi sembra così stupido, mamma. È solo che mi sento perso e ho paura del giudizio degli altri. Mi sembra imbarazzante parlare di queste cose con uno sconosciuto.”

Genitore: “Ti capisco, caro. È normale sentirsi vulnerabili quando si affrontano situazioni personali. Vorrei farti sapere che esistono dei professionisti, come gli psicologi, che sono esperti nell’aiutare le persone a gestire queste emozioni. Posso capire perché potresti sentirsi imbarazzato, ma ricorda che loro sono tenuti al segreto professionale e rispettano la riservatezza.”

Giovane: “Ma come potrebbe aiutarmi uno psicologo?”

Genitore: “Uno psicologo può lavorare con te per esplorare le tue emozioni in modo sicuro e riservato. Può darti strumenti per affrontare l’ansia e aiutarti a sviluppare meccanismi di coping sani. Inoltre, potrebbero aiutarti a comprendere meglio te stesso e a trovare strategie personalizzate per superare queste difficoltà. Vorrei solo che tu prendessi in considerazione questa possibilità.”

Giovane: “Non so, mamma. Non mi sento pronto, mi sembra ancora spaventoso.”

Genitore: “Capisco la tua paura, e non voglio forzarti. Vorrei solo che tu sapessi che sono qui per te e che ti sosterrò in ogni tua decisione. Se mai deciderai di provare a parlare con uno psicologo, sarò qui per sostenerti e aiutarti in ogni passo del percorso. Non devi affrontare tutto da solo.”

Questo esempio di dialogo dimostra un genitore che si impegna in una comunicazione aperta e un ascolto empatico. Il genitore mostra interesse, comprensione e rispetto per le paure del giovane, fornendo informazioni e sostegno emotivo. Il genitore crea un ambiente sicuro in cui il giovane si sente a suo agio a condividere i suoi pensieri e sentimenti, senza giudizio.

Coinvolgimento familiare

Il coinvolgimento familiare può giocare un ruolo significativo nel processo di guarigione. Coinvolgi anche altri membri della famiglia per offrire un sostegno supplementare al giovane. Organizza attività piacevoli da fare insieme e crea spazi di dialogo e condivisione. Questo può contribuire a creare un senso di appartenenza e fornire un sostegno emotivo prezioso. La ricerca ha evidenziato l’importanza del sostegno familiare nel processo di recupero. Uno studio condotto da Lebow e colleghi nel 2012 ha mostrato che il coinvolgimento familiare può contribuire a migliorare l’aderenza al trattamento e l’esito terapeutico.

Esplora diverse opzioni

Se persiste ancora molta resistenza nel parlare con uno psicologo, può essere importante aprirsi ed esplorare anche altre opzioni. Ad esempio, potresti cercare gruppi di supporto in cui il giovane possa incontrare persone che affrontano problemi simili. Questi gruppi possono offrire un ambiente in cui sentirsi accolti, compresi e supportati da persone che vivono esperienze simili. La ricerca ha suggerito che l’esplorazione di diverse opzioni di supporto può essere utile quando un individuo mostra resistenza al trattamento. Altre opzioni potrebbero includere terapie alternative come l’arte-terapia o la terapia basata sulla natura, che potrebbero risultare più attraenti per il giovane.

Coinvolgimento del medico

Se le preoccupazioni per tuo/a figlio/a persistono, consulta il medico di famiglia o un professionista della salute mentale per una valutazione più approfondita. Questi professionisti possono offrire ulteriori suggerimenti e consigli per aiutare il giovane a superare la sua situazione. Possono essere in grado di consigliare approcci specifici o suggerire una terapia farmacologica se appropriato. È importante ricordare che ogni persona è unica, e potrebbe richiedere del tempo prima che il giovane si senta a suo agio nel cercare aiuto, quindi in questi casi la pazienza è fondamentale.

Conclusioni

Affrontare la resistenza di un figlio nel cercare supporto psicologico può essere una sfida per i genitori. Tuttavia, con una comunicazione aperta, un coinvolgimento familiare e l’esplorazione di diverse opzioni, si può creare un ambiente di sostegno giusto che incoraggi il giovane a cercare l’aiuto di cui ha bisogno. Se le preoccupazioni dovessero persistere, non esitate a consultare un professionista esperto per ricevere un supporto personalizzato.

 

Nota: Questo articolo fornisce solo consigli generali e non sostituisce una consulenza professionale. Alcune condizioni particolari richiedono approfondimenti diversi. È importante in quei casi rivolgersi a un professionista qualificato per una valutazione specifica della situazione.

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