Una guida pratica per riconoscere e lavorare sul proprio stile relazionale
Ti sei mai chiestə perché in certe relazioni ti senti sempre in ansia?
O perché tendi a evitare l’intimità, anche quando desideri profondamente una connessione autentica?
Oppure, ancora, perché ti senti confusə e contraddittoriə quando si tratta di affetto e vicinanza?
La risposta potrebbe avere a che fare con il tuo stile di attaccamento.
Cos’è lo stile di attaccamento?
Lo stile di attaccamento è il modo in cui impariamo, fin da piccoli, a stare in relazione con le altre persone. È una sorta di “mappa interna” che ci guida nel mondo delle relazioni affettive.
Secondo Bowlby, l’attaccamento è una “base sicura” dalla quale esplorare il mondo e a cui tornare nei momenti di bisogno (Bowlby, 1969/1982).
Mikulincer e Shaver (2016) lo definiscono come “un sistema motivazionale universale che si attiva in condizioni di minaccia, perdita o vulnerabilità”.
Nel tempo, sviluppiamo stili di attaccamento differenti:
- Sicuro: ti senti a tuo agio con la vicinanza, ma sai anche essere autonomə.
- Insicuro-evitante: minimizzi i bisogni emotivi e preferisci distaccarti.
- Insicuro-ambivalente: desideri la vicinanza, ma temi il rifiuto e vivi nell’ansia.
- Disorganizzato: oscilli tra desiderio e paura della relazione, spesso per traumi precoci.
Come dicono Attili (2022) e Mikulincer & Shaver (2023), questi stili non sono solo “etichette”, ma schemi dinamici che influenzano profondamente il nostro modo di pensare, sentire e agire con gli altri.
Come riconoscere il proprio schema?
Puoi iniziare a osservarti in situazioni emotivamente significative:
- Cosa provi quando qualcuno si allontana o è distante?
- Riesci a chiedere aiuto quando hai bisogno?
- Tendi a diventare ipercontrollante o ti chiudi nel silenzio?
Gli stili di attaccamento emergono nelle relazioni più intime, dove il nostro sistema di sicurezza viene messo alla prova. Come scrivono Mikulincer e Shaver (2016), “gli stili di attaccamento si manifestano in risposta al bisogno di protezione e sicurezza emotiva”.
Si può cambiare il proprio stile?
Sì, e il concetto chiave è quello di attaccamento sicuro guadagnato: la possibilità di diventare persone con un funzionamento relazionale più sicuro anche se la nostra infanzia non ci ha fornito quella base.
Ecco alcuni strumenti per iniziare questo processo:
1. Coltiva consapevolezza e osservazione interiore
Diventa il testimone delle tue reazioni automatiche. Spesso lo stile insicuro si attiva senza che tu te ne accorga, innescando meccanismi di difesa appresi.
Impara a riconoscere i segnali del corpo, i pensieri ricorrenti, i toni emotivi che si accendono in certe relazioni.
Esempio:
Stai aspettando un messaggio da una persona che ti interessa. Dopo qualche ora di silenzio, inizi a pensare: “Si sarà stufatə di me”, “Ho detto qualcosa di sbagliato?”.
Ti senti agitato/a, in ansia, e potresti reagire scrivendo compulsivamente o chiudendoti nel silenzio.
Qui puoi fare un passo indietro e chiederti: “Questa è una reazione al presente o al mio passato?”
In quel momento, non sei nel presente, sei dentro il tuo modello operativo interno.
“Le rappresentazioni mentali di sé e dell’altro si organizzano in modelli operativi interni che, una volta stabiliti, tendono a mantenersi nel tempo”
(Mikulincer & Shaver, 2016, p. 150)
2. Allena la self-compassion
Uno stile di attaccamento insicuro spesso è accompagnato da autocritica, vergogna, senso di non essere mai abbastanza.
Inizia a parlarti come parleresti a un/a amico/a in difficoltà: con comprensione, tenerezza, rispetto.
Esempio:
Hai detto qualcosa che non avresti voluto dire durante una discussione. La tua voce interiore inizia:
“Ecco, rovini tutto come sempre. Non sei capace di stare nelle relazioni.”
Stop.
Fermati e prova a rispondere con compassione:
“È normale sentirsi sopraffattə. È difficile per me sentirmi al sicuro quando qualcosa mi tocca nel profondo. Ma sto imparando.”
“Essere compassionevoli con sé stessi non è debolezza. È la risorsa più potente che abbiamo per regolare l’emozione e guarire.”
(Irons & Beaumont, 2017)
3. Cerca relazioni correttive
Alcune relazioni, anche brevi, possono lasciare un segno profondo se sono coerenti, affidabili, empatiche.
Non devono essere perfette, ma devono permetterti di essere te stessə, senza paura di essere rifiutatə o giudicatə.
Esempio:
Hai sempre avuto la sensazione che parlare dei tuoi bisogni fosse “troppo”. Ma poi incontri una persona che ti ascolta senza interromperti, che non si allontana quando sei vulnerabile.
La prima reazione? Sospetto o diffidenza.
La seconda, se continui a restare: rassicurazione profonda.
Questa è una relazione correttiva. E più esperienze così vivi, più il tuo sistema di attaccamento impara a rilassarsi.
“L’attivazione del ciclo broaden-and-build dell’attaccamento avviene proprio grazie a relazioni sicure e coerenti, che favoriscono l’espansione delle risorse personali.”
(Mikulincer & Shaver, 2023)
4. Lavora in terapia
Ci sono ferite che non possiamo curare solo con la riflessione. Per questo, il lavoro terapeutico diventa fondamentale.
Là dove la relazione ha ferito, è spesso attraverso una relazione che si può guarire.
Esempio:
Durante una seduta, racconti un episodio di quando ti sei sentitə rifiutatə da piccolə. Il/la terapeuta non solo ti ascolta, ma ti guarda con occhi gentili, ti restituisce quello che provi, senza fretta.
E tu ti sorprendi nel sentire che, per la prima volta, non devi difenderti. Puoi semplicemente sentire.
Interventi come l’EMDR aiutano a sciogliere il “blocco emotivo” legato a esperienze relazionali disorganizzanti.
La Compassion Focused Therapy, invece, ti accompagna nel coltivare un senso di sicurezza dentro di te.
“Le esperienze interpersonali trasformative possono riscrivere gli schemi relazionali interiorizzati, soprattutto quando sono ripetute e sintonizzate emotivamente.”
(Steele & Steele, 2018)
In conclusione
Conoscere il proprio stile di attaccamento non è solo un esercizio teorico o un’etichetta da appiccicarsi addosso. È un gesto di cura verso di te. È scegliere di guardare con occhi nuovi a quelle dinamiche relazionali che si ripetono da tempo e che – forse – ti hanno fatto sentire bloccato, incompresə o non abbastanza.
Riconoscere i tuoi schemi significa riconoscere la tua storia. E solo chi ha il coraggio di riconoscerla, può trasformarla.
Molte persone arrivano in terapia convinte di “essere sbagliate”. Ma non sei sbagliatə: hai sviluppato delle strategie per proteggerti, per sopravvivere emotivamente, in un contesto in cui – magari – non ti sei sentitə abbastanza ascoltatə, validatə, amato/a.
Questi schemi non sono difetti di personalità: sono adattamenti. E ogni adattamento può essere aggiornato, trasformato, reso più funzionale al tuo presente.
Come scrive Mikulincer:
“La sicurezza dell’attaccamento non è un privilegio riservato a pochi fortunati. È una risorsa che si può costruire attraverso esperienze correttive e relazioni significative”
(Mikulincer & Shaver, 2023)
Ricorda: puoi costruire un attaccamento sicuro anche oggi, anche se nessuno te l’ha insegnato prima.
Non c’è scadenza per diventare la versione più libera e autentica di te stessə.
E se senti che alcuni nodi sono difficili da sciogliere da solə, chiedere aiuto è già un atto di forza.
La terapia, in questo senso, può essere proprio quel luogo sicuro dove impari a riconoscerti, a sentire di meritare affetto, fiducia, stabilità. Non si tratta di cambiare “chi sei”, ma di riscoprire chi puoi essere quando non sei più dominatə dalla paura di non essere abbastanza.
Ti va di condividere nei commenti o nei messaggi privati come questo tema risuona nella tua vita? Hai mai sentito che il tuo modo di stare in relazione rispecchia uno di questi stili?
Riferimenti
- Steele, H., & Steele, M. (Eds.). (2018). Handbook of Attachment-Based Interventions. Guilford Press.
- Attili, G. (2022). Attaccamento e amore: Che cosa si nasconde dietro la scelta del partner. Il Mulino.
- Bowlby, J. (1982). Attachment and Loss: Vol. 1. Attachment (2nd ed.). Basic Books.
- Irons, C., & Beaumont, E. (2017). The Compassionate Mind Workbook. Robinson.
- Mikulincer, M., & Shaver, P. R. (2016). Attachment in Adulthood: Structure, Dynamics, and Change (2nd ed.). Guilford Press.
- Mikulincer, M., & Shaver, P. R. (2023). Attachment Theory Applied: Fostering Personal Growth through Healthy Relationships. Guilford Press.
- Mikulincer, M., & Shaver, P. R. (2023). Attachment Theory Expanded: Security Dynamics in Individuals, Dyads, Groups, and Societies. Guilford Press.




