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3 gruppi di segni e sintomi per capire come funzionano gli attacchi di panico

Roberta ebbe il suo primo attacco di panico sei mesi fa. Era nel suo ufficio a prepararsi per una importante presentazione di lavoro quando, improvvisamente, si sentì investita da un’intensa ondata di paura. La stanza, poi, cominciò a girare e Roberta si sentì così scombussolata da cominciare a percepire un fortissimo senso di nausea. Tutto il suo corpo tremava, non riusciva a riprendere fiato, e il suo cuore batteva forte in petto, a mille all’ora. In quel momento si aggrappò alla sua scrivania fino a quando l’episodio non fu passato, lasciandola profondamente scossa e turbata.

Dopo un mese da quella prima volta, questi episodi cominciarono a verificarsi sempre più frequentemente. Oggi Roberta è tutta “solo casa e lavoro”. Ha il timore che le possa accadere qualcosa quando meno se lo aspetta, anche in pubblico, così comincia a limitare le sue uscite con gli amici. Si rifiuta anche di prendere l’ascensore fino al suo ufficio al 6° piano e questo per paura di rimanere intrappolata nel caso in cui le dovesse venire un altro attacco di panico.

Di cosa si tratta

Un attacco di panico è un improvviso aumento di travolgente ansia e paura. Esso costituisce un fenomeno sintomatologico abbastanza complesso e molto diffuso (si parla che più o meno 10 milioni di italiani abbiano subito nel corso della loro vita uno o più attacchi di panico). Nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) sono una classe del capitolo sui disturbi d’ansia che, a loro volta, rappresentano i più comuni disturbi psichiatrici. Il tuo cuore batte e si ha la sensazione di non riuscire più a respirare. Alcune persone lamentano spesso il “sentirsi di morire” o di impazzire. Tali attacchi di panico o i disturbi da panico possono, col tempo, anche coinvolgere aree molto importanti del nostro vivere quotidiano quali l’area sociale, lavorativa, affettiva e sessuale.

Capire gli attacchi di panico

In molti casi, gli attacchi di panico colpiscono di punto in bianco, senza alcun preavviso. Spesso, non vi è alcuna ragione evidente per un attacco e non è necessario essere agitati per poterlo sperimentare (ad esempio possono verificarsi quando si è rilassati o in alcuni casi addormentati).
Un attacco di panico può essere un evento unico o ripetuto. Attacchi di panico ricorrenti possono essere spesso innescati da una situazione specifica, come ad esempio l’attraversamento di un ponte o parlare in pubblico, specialmente se queste situazioni hanno già causato uno stato di forte agitazione e tensione o attacco di panico in precedenza. Di solito, la situazione che induce il panico è quella in cui ci si sente in pericolo e impossibilitato a fuggire.

È possibile che si verifichino uno o più attacchi di panico in soggetti perfettamente sani e felici. Spesso tali episodi possono verificarsi come parte di un altro disturbo, come disturbo di panico, fobia sociale, disturbi d’ansia (o di altro tipo), o la depressione.
Indipendentemente dalla causa, gli attacchi di panico sono curabili. Ci sono molti trattamenti e strategie che è possibile utilizzare per affrontare e imparare a gestire efficacemente i sintomi.

3 gruppi di Segni e Sintomi di un Attacco di Panico

Gli attacchi di panico spesso colpiscono quando sei lontano da casa, ma possono accadere ovunque e in qualsiasi momento o situazione. Se ne può sperimentare uno mentre si entra in un negozio a fare shopping, si cammina per strada, si guida un auto, o si è seduti sul divano di casa davanti alla tv.

I segni ed i sintomi di un attacco di panico si sviluppano improvvisamente e di solito raggiungono il loro picco dopo 10 minuti. La maggior parte degli attacchi di panico finiscono entro 20 – 30 minuti e raramente durano più di un’ora.

In linea generale possiamo distinguere 3 gruppi di segni e sintomi per descrivere un attacco di panico e un attacco di panico in piena regola include di solito una combinazione di sintomi fisiologici e cognitivo-emotivi ai quali si associano determinati comportamenti.
Ecco di seguito i 3 gruppi descritti:

  1. Fisiologici
    Mancanza di respiro o iperventilazione
    Palpitazioni cuore o un cuore da corsa
    Dolore o fastidio al petto
    Tremori o agitazione
    Sensazione di soffocamento
    Sudorazione
    Nausea o mal di stomaco
    Sensazione di vertigini, testa leggera, o di svenimento
    Intorpidimento o formicolio
    Sensazioni di caldo o freddo
  2. Cognitivo-emotivi
    Preoccupazioni persistenti
    Paura generalizzata
    Pensieri negativi
    Sensazioni di irrealtà o di sentirsi distaccati dall’ambiente circostante
    La paura di morire, di perdere il controllo, o di impazzire
    Difficoltà a prendere le decisioni, a pensare, a concentrarsi
  3. Comportamentali
    Evitamento delle situazioni temute
    Irrequietezza
    Insonnia

Il trattamento

Se non trattati, gli attacchi di panico possono portare a disturbo di panico e/o ad altri problemi. Con il trattamento, è possibile ridurre o eliminare i sintomi di panico e riprendere il controllo della propria vita.
La terapia cognitivo-comportamentale è generalmente considerata come la forma più efficace di trattamento per gli attacchi di panico, disturbo di panico e disturbi d’ansia in generale.
Questo approccio terapeutico si concentra sui modelli di pensiero e comportamenti che sorreggono o scatenano gli attacchi di panico. Aiuta a guardare le proprie paure in una luce più realistica, addestrandoti ad utilizzare tecniche da mettere in pratica nella vita di tutti i giorni.
Una volta imparato che nulla di veramente disastroso sta per accadere, l’esperienza panicosa diventa meno terrificante e possiamo così imparare a gestirla.

Se tu o qualcuno che conosci sperimenta i segni e i sintomi di un attacco di panico per un certo numero di settimane, se alcune aree della tua vita (lavorativa/scolastica, sociale, affettiva, sessuale) sono bloccate da questo, il primo passo per affrontarlo è rivolgersi ad una consulenza professionale (psicologica e/o psichiatrica).

“Abbi buona cura del tuo corpo e della tua mente. Rappresentano il primo posto in cui devi vivere”
– V. Capuano, da una rivisitazione di Jim Rohn

 

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