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Psicologia Benessere e Crescita - Consigli e approfondimenti per star bene e crescere insieme

Imparare ad accettare le emozioni negative: la tecnica TRUTH di Gilbertson

Molti di noi evitano di provare alcune emozioni negative, perché temono che sentirle sarà più doloroso che fingere semplicemente che non esistano.

Tuttavia secondo la terapeuta e autrice Tina Gilbertson  (“Constructive Wallowing: come battere i cattivi sentimenti lasciando che tu li abbia “), è possibile “abbandonare i cattivi sentimenti” imparando a “sentirli pienamente“.


È solo nel momento in cui riusciamo davvero a starci dentro di essi che possiamo consentire loro di andarsene.

Certo, provare sentimenti dolorosi può essere proprio questo: DOLOROSO. Quindi è del tutto comprensibile che vogliamo evitarli. Come scrive Gilbertson, “evitare il dolore è pienamente naturale”.

È il motivo principale, ad esempio, per cui non pieghiamo volutamente le ginocchia o i gomiti all’indietro. Il dolore è il modo in cui la natura ci mette in guardia su cose che non ci fanno bene.

 

L’importanza del dolore emotivo

Il dolore emotivo, scrive sempre l’autrice, è come un dolore fisico: ci avverte che qualcosa non va.
Comunica ciò che è importante per noi, come stanno andando le nostre vite e se abbiamo bisogno di cambiare direzione.

Il dolore in sé non è sbagliato; è solo un messaggero. Quando rifiutiamo di stare nel nostro dolore emotivo, non stiamo evitando i problemi, stiamo semplicemente sparando a quel messaggero che sta portando notizie di guai. E se spariamo al messaggero, lo stesso non continuerà a recapitare messaggi chiari“.

L’idea è sempre la stessa. In quanto emozioni, anche quelle negative fanno parte della nostra esperienza di essere umani. È per questo che diventa importante imparare a leggerne i segnali, a starci dentro e a comunicarle

La tecnica TRUTH

La Gilbertson presenta una tecnica che lei definisce “T-R-U-T-H”.  Questa tecnica dovrebbe aiutare i lettori ad accedere e accettare i propri sentimenti negativi, sentendoli per come sono.

I passaggi che sono descritti da questo acronimo che in inglese significa “verità”, non devono intendersi come sequenziali. Piuttosto, come nota l’autrice, essi accadono spesso nello stesso tempo.
Di conseguenza, il consiglio è di pensare a questi “passaggi” come parti di un processo.

Per fare questo esercizio la Gilbertson suggerisce di avere un posto comodo dove sedersi o sdraiarsi; una scatola di fazzoletti; e uno o più cuscini.

 

T: Descrivi a te stesso la situazione.

Gilbertson suggerisce di descrivere i fatti che ci stanno succedendo senza giudicarli.
Ad esempio, c’è un evento imminente che non ci aspettavamo, qualcuno ci ha rifiutato o siamo rimasti delusi, ecc…

Spesso potrebbe accadere di non sapere il perché ci sentiamo in un certo modo. Quando questo accade, l’indicazione è di dirsi semplicemente: “Mi sento male, e non so perché.”

Se non dovessimo sentirci sicuri su dove cominciare con il descrivere la situazione che stiamo vivendo, secondo Gilbertson potremmo dirci: “Mi sento male per tutto quello che mi sta succedendo”.

 

R: Realizza ciò che senti.

Concentrati su ciò che senti ora, in questo momento. Qualunque cosa tu stia sentendo è perfettamente OK. Come dice Gilbertson, “Non c’è bisogno di assicurarsi che le tue emozioni siano ‘corrette’ data la situazione.”

Gilbertson include questi esempi:

“Sto temendo il matrimonio di mia sorella.”
“Mi sento ferito da quello che ha detto, anche se non lo intendeva in quel modo.”
“Ho paura delle mie stesse emozioni. Non voglio guardarle troppo da vicino. ”

U: Scopri l’autocritica.

Ci critichiamo per diventare persone migliori“, scrive Gilbertson.
Ma questa critica ci fa sentire solo peggio.

E poi ci critichiamo di nuovo per sentirci male! È un ciclo di feedback negativo.

L’autocritica sabota la nostra guarigione e ci incoraggia a nascondere la verità a noi stessi
(anche l’autocritica porta all’ansia e alla depressione ed è un motivatore inefficace.)

Gilbertson include questi esempi di autocritica e pensieri autocritici:

  • Insistere sul fatto che i sentimenti debbano essere accurati o giustificati.
  • Essere impaziente con i propri sentimenti.
  • Dirsi “Non dovrei sentirmi in questo modo…”
  • Dirsi “Perché sto facendo di questa piccola cosa una questione enorme?

 

T: Cerca di capire te stesso

Secondo Gilbertson, “Invece di valutare i tuoi sentimenti come buoni o cattivi, o se stessi come buoni o cattivi per provare i sentimenti che abbiamo, metti il ​​tuo cervello a lavorare per capire te stesso.

Pensa perché potresti sentirti come ti senti. Ad esempio, l’autrice suggerisce di chiedersi: “Perché una brava persona potrebbe sentirsi in questo modo?“.
Non concentrarsi sul fatto che una brava persona debba sentirsi in questo o in quell’altro modo. Chiediti semplicemente perché.

Alcuni esempi:

  • “Il matrimonio mi toglierà molto tempo. Ho così tanto lavoro da fare. Sono stanco … Non mi meraviglia che non lo aspetti. “
  • “Sono stato ferito proprio in quel modo prima. Ha colpito un mio punto debole … Non mi meraviglia che mi faccia male adesso. “
  • “Sono stato estraneo a me stesso per così tanto tempo, sono preoccupato per quello che potrei trovare se provassi a guardarmi dentro. Probabilmente ci troverei molto dolore lì … Nessuna meraviglia che io possa provare paura. “

 

H: Stare dentro l’emozione

Siediti con i tuoi sentimenti. Osservali. Piangi. Dai un pugno a quei cuscini che hai preparato all’inizio. Parla a te stesso usando parole gentili.

Mentre provi i tuoi veri sentimenti, lascia che siano importanti per te come se fossi il tuo caro amico.

Potresti non sentirti meglio subito dopo aver fatto questa tecnica. Oppure potresti, ma dopo qualche ora o qualche giorno potresti sentirti un pò peggio. Tutto questo secondo l’autrice è naturale.
Lei lo paragona un pò come al sollevare la polvere. “Le cose non si sistemano subito“.

Come dice Gibran

“Così come il nocciolo del frutto deve rompersi perché il suo cuore possa esporsi nel sole, così dovete voi conoscere il dolore.
E se voi sapeste tenere il cuore in stato di meraviglia di fronte ai quotidiani miracoli della vita, il dolore vi apparirebbe non meno mirabile della gioia.”

E come dice la Gilbertson in tutto il libro ricorda che qualunque sentimento provi “va bene”.

 

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  • Per integrare questa tecnica con altri esercizi di consapevolezza clicca qui  di

 

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